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Era sera, nella casa di Nina, alla vigilia della notte più lunga dell’anno. Fuori, la valle di Valdombra era scura e silenziosa. La Lanterna Lunare brillava ancora sulla collina, ma la sua luce era più debole del solito. In cucina, Nina trovò sua madre seduta al tavolo. Mara dormiva con la testa sulle braccia.
Nina le toccò una spalla. «Mamma, svegliati.» Mara non rispose. Nina la chiamò ancora e le prese una mano. La mano era calda, ma Mara non si mosse. Non sembrava un sonno normale. Nina ebbe paura, però restò accanto a lei e cercò di capire che cosa fosse successo.
Vicino a Mara c’era il vecchio diario di suo papà. Nina lo aprì con attenzione. Tra le pagine trovò un messaggio scritto ieri. Il messaggio diceva che la pietra lunare era nascosta sotto la scuola abbandonata. Il diario spiegava anche il pericolo: a mezzanotte la Lanterna avrebbe perso la sua luce, se la pietra non fosse tornata al santuario sulla collina.
Nina voleva svegliare subito sua madre. Voleva portarla in una stanza più sicura e chiamare aiuto. Poi notò una luce sottile intorno al corpo di Mara. Era un incantesimo di protezione. Nina capì che muovere la madre poteva rompere l’incantesimo e lasciare entrare le ombre. Così rimase ferma. Mara doveva continuare a dormire, al sicuro, nella casa.
Nina prese il diario e corse da Timo. Lo trovò vicino alla strada, con il viso preoccupato. «Mia madre dorme sotto un incantesimo», disse Nina. «La pietra lunare è sotto la scuola abbandonata. Dobbiamo trovarla e portarla al santuario prima di mezzanotte.» Timo guardò la Lanterna sulla collina. «È ancora accesa», disse, «ma si sta spegnendo. Vengo con te.»
Nina tornò un momento alla porta della cucina. Mara era ancora addormentata, protetta dalla luce dell’incantesimo. Nina le sussurrò: «Torno presto.» Poi uscì con Timo e con il vecchio diario. Insieme andarono verso la scuola abbandonata. La Lanterna Lunare continuava a bruciare sulla collina, ma mancava sempre meno a mezzanotte.
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