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Quando tornai in cucina, Marta era già seduta al tavolo. Davanti a lei c’era un foglio pieno di righe e di parole. «Ecco il programma della giornata dello sport», disse con un sorriso. L’iniziativa era gratuita e aperta ai vicini, ai bambini e agli adulti. Marta sembrava molto orgogliosa del suo lavoro.
Mi sedetti accanto a lei e guardai il foglio. «Quante attività abbiamo?» chiesi. Marta prese una matita e cominciò a contare. «Una, due, tre, quattro e cinque», disse. «Sono cinque attività. Non serve essere atleti professionisti. Serve solo avere voglia di partecipare.» Io annuii. Una giornata semplice poteva essere più piacevole di una giornata perfetta.
Poi dividemmo il lavoro. Marta avrebbe preparato il materiale e controllato il programma. Io avrei sistemato le cose necessarie per ogni attività e avrei parlato con alcune persone del quartiere. Paolo, il nostro volontario, avrebbe aiutato a portare il materiale e a preparare lo spazio. Marta parlava in fretta, ma io scrissi tutto con calma. Avevo l’abitudine di mettere ogni compito in ordine.
Alla fine guardai di nuovo i fogli. Il programma c’era, ma la lista delle iscrizioni non si vedeva. «Marta, dov’è l’elenco delle persone?» domandai. Lei si fermò e guardò sotto il programma. Poi aprì una cartella vuota. «Non è qui», disse. «La cercherò più tardi. Forse l’ho lasciata in un altro posto.» La sua voce era tranquilla, ma io sentii un piccolo peso nello stomaco.
Marta rimise i fogli sul tavolo e indicò l’orologio. Prima dell’inizio dovevamo ancora preparare molte cose. Controllammo insieme i compiti e chiamammo Paolo per dirgli che cosa doveva fare. Lui ascoltò senza lamentarsi e disse che ci avrebbe aiutato. Con un piano chiaro, il lavoro sembrava già più facile.
«Dopo pranzo ci vediamo in piazza», disse Marta. Io presi il programma e lo misi nella mia borsa. Eravamo pronte a cominciare la preparazione, e ognuna aveva il suo compito. Anche Paolo sapeva che cosa fare. Restava però un problema: la lista delle iscrizioni era ancora scomparsa. Marta promise di cercarla più tardi, poi uscimmo insieme verso la piazza.
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