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Nel pomeriggio, Sofia era nel suo appartamento. Elena era arrivata dal ristorante La Luna Rossa. Aveva un viso serio e teneva le mani strette davanti a sé. Sofia capì subito che c’era un problema. «Mamma, che cosa è successo?» chiese.
Elena guardò sua figlia. «È scomparsa una vecchia lettera. Era nella scrivania chiusa a chiave del ristorante. La lettera era dentro una busta bianca. Fino a ieri era lì, ma oggi non l’ho più trovata.» In quel momento Marco arrivò. Sofia gli spiegò il problema con poche parole.
Elena continuò: «Quella lettera è molto importante. Dice che mio nonno ha donato l’orologio della vecchia torre al paese. Però dice anche che lui ha mantenuto la proprietà della stanza nella torre.» Marco guardò Sofia. «Quindi la lettera può dire chi possiede davvero quella stanza?»
«Sì», rispose Elena. «Domani c’è la riunione del consiglio comunale. Il paese può vendere la torre. Io ho bisogno della lettera prima della riunione. Senza quella prova, nessuno può difendere il diritto della mia famiglia.» Sofia aprì il suo quaderno e scrisse con attenzione: “Lettera scomparsa. Scrivania chiusa. Torre. Riunione domani”.
Poi prese la busta che Elena aveva trovato vuota nella scrivania. Sofia la osservò vicino alla finestra. La carta era bianca, ma su un angolo c’era un piccolo segno rosso. «Questo segno non era sulla busta quando l’hai vista ieri?» domandò. Elena scosse la testa. «No, ne sono sicura.» Sofia indicò il quaderno. «È un indizio. Dobbiamo cominciare da qui.»
Marco si alzò subito. «Cerchiamo la lettera nel ristorante e poi vicino alla torre.» Sofia chiuse il quaderno e guardò sua madre. Elena annuì. Sofia e Marco sapevano che cosa era scomparso e perché era importante. Decisero di cercare la lettera insieme, prima della riunione del consiglio comunale del giorno dopo.
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