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La lezione era cominciata da poco. Lia era seduta nella sua classe con Marco, vicino alla finestra. Fuori, il mare brillava sotto il sole, ma Lia pensava a sua madre Elena, che lavorava come scienziata marina.
La porta si aprì e apparve il direttore Bassi. Aveva il viso serio. Si fermò davanti agli studenti e disse: «Devo parlarvi di Elena. Non è tornata dal suo viaggio di ricerca». Nella classe scese un silenzio improvviso.
Il direttore si avvicinò a Lia. Nella mano teneva un piccolo foglio. «Elena ha lasciato questo a scuola», spiegò. Sul foglio c’era una sola parola: «nord». Sotto la parola, Elena aveva disegnato il faro dell’isola.
Lia guardò il disegno senza parlare. In quel momento, dalla radio dell’ufficio arrivò un messaggio. Una voce informò il direttore che una persona sconosciuta aveva rubato la valigia di ricerca di Elena. Nella valigia c’erano i suoi strumenti e i suoi documenti.
Lia sentì un brivido. Capì che il foglio non era un normale messaggio di ricerca. Elena aveva scritto «nord» e disegnato il faro per dare un avvertimento. Forse era in pericolo e voleva indicare a qualcuno il luogo da cercare.
Lia si voltò verso Marco. «Devo scoprire che cosa è successo. Mi aiuti?» Marco sembrava preoccupato, ma annuì. Insieme, Lia e Marco sapevano che Elena era scomparsa, che la sua valigia di ricerca era stata rubata e che il faro dell’isola era la loro prima destinazione.
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