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Nella camera del fuoco reale, Mira vide che qualcosa non andava. La grande fiamma sopra il braciere era molto più bassa del solito. La sua luce tremava sulle pareti di pietra. Teren, il fratello di Mira e custode del fuoco, guardava le fiamme con il volto serio. «Il Cuore di Cenere si sta spegnendo», disse. «E anche l’alba protettiva di Valdombra si sta indebolendo.»
Teren indicò il centro del braciere. Lì, sotto la fiamma, c’era il Cuore di Cenere, un’antica brace magica. Doveva arrivare alla torre del cielo abbandonata prima della prossima alba. Solo chi riusciva a pronunciare il suo vero nome poteva risvegliarlo nella torre. Mira ascoltò senza parlare. Sapeva che il tempo era poco.
Lady Arda, la comandante della guardia cittadina, entrò nella camera e osservò Mira con attenzione. «Non puoi affidare questa missione a una giovane apprendista», disse a Teren. «La strada è lunga e il pericolo è grande.» Teren non si mosse. «Mira conosce il sentiero della montagna. Ha portato rifornimenti ai villaggi del nord. E ha un carattere forte. Quando qualcuno è in pericolo, non scappa.» Lady Arda rimase in silenzio, ma continuò a guardare Mira.
In quel momento, la fiamma si aprì con un suono leggero. Una piccola creatura uscì dal fuoco e atterrò sul bordo del braciere. Era Nera, un piccolo drago dalle scaglie scure. Sorvegliava il Cuore di Cenere da molto tempo, ma non poteva portarlo da sola fuori dalla camera del fuoco reale. Nera guardò Mira con orgoglio e paura insieme. Poi prese la brace nera e la depose nelle mani della ragazza.
Mira sentì un forte calore, ma non si bruciò. Nera coprì subito la brace con un panno spesso. «Proteggila», disse il drago. «E quando arriverai alla torre, devi pronunciare il suo vero nome. Senza quel nome, il Cuore resterà spento.» Mira strinse il panno tra le mani. Teren le mise una mano sulla spalla. Lady Arda fece un passo indietro e, infine, annuì. «Va bene. Parti subito.»
Mira controllò che il Cuore di Cenere fosse ben coperto. Poi si voltò verso l’uscita. Nera la seguì, con le ali strette contro il corpo. «Dobbiamo arrivare alla torre prima dell’alba», disse Mira. Nessuno nella camera la fermò. La ragazza uscì dalla camera del fuoco reale portando il Cuore di Cenere, mentre Nera le camminava accanto. Fuori li aspettava la strada verso nord, e il tempo stringeva.
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