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Venerdì mattina Marta andò a casa di suo nonno Pietro. Lui la aspettava vicino alla porta. Aveva un’aria preoccupata. «Non trovo il mio quaderno nero», disse. «Ieri sera era accanto alla mia sedia. Questa mattina non c’era più». Marta guardò la stanza con attenzione.
Pietro cercò vicino alla sedia, sul tavolo e davanti alla finestra. Aprì anche un piccolo cassetto. Il quaderno non era lì. Marta gli fece alcune domande. Pietro ricordava bene di avere visto il quaderno la sera prima. Non sembrava un semplice errore.
Marta si avvicinò alla finestra. Sul bordo vide un piccolo segno nero. Lo toccò con un dito e capì che era olio. Poi trovò un pezzetto di carta sul pavimento. Sopra c’era una sola parola: «sabato». Marta mise la carta nella sua borsa.
In quel momento arrivò Paolo, il padre di Marta. Guardò il padre e poi guardò Marta. «Nessuno della famiglia deve continuare a cercare», disse. Parlava con voce seria. Marta non rispose subito. Quella frase la rese ancora più sospettosa. Se non c’era un segreto, perché Paolo voleva fermarla?
Fuori dall’appartamento, Marta telefonò a Luca. Gli raccontò del quaderno scomparso, della macchia d’olio e della carta. Luca ascoltò senza interromperla. «Dobbiamo capire perché c’è scritto “sabato”», disse. Il sabato si avvicinava e in città ci sarebbe stato il mercato dei libri. Per Marta, quella era una scadenza importante.
Marta e Luca decisero di cominciare dalla biblioteca comunale. Pietro aveva studiato lì ogni sabato per molti anni. Forse qualcuno aveva visto il libro, oppure conosceva il significato della parola sulla carta. Marta chiuse bene la borsa e si avviò con Luca. Ora sapeva che il quaderno era stato preso dall’appartamento, che la finestra poteva essere collegata alla scomparsa e che dovevano fare presto.
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