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Marta e Leo arrivarono in classe prima degli altri. Sulla parete c’era la cornice della fotografia del centenario della scuola. Ma la fotografia non c’era più. La cornice era vuota. L’esposizione doveva cominciare domani.
Leo guardò Marta con gli occhi spalancati. «Non può essere sparita adesso!» disse. Il professor Neri entrò e vide la cornice. «Ieri la fotografia era qui», disse. «Qualcuno deve averla presa durante la notte.» Parlava con voce seria e sembrava molto preoccupato.
Marta si avvicinò alla parete. Esaminò la cornice con attenzione. Il vetro non era rotto. Anche la cornice era intera. Poi vide una piccola traccia umida sul pavimento. La traccia andava dalla cornice verso il lavandino della classe. «Qui c’è acqua», disse Marta. «Forse qualcuno ha toccato la fotografia con le mani bagnate.»
Leo guardò dentro la cornice. «Aspetta. C’è qualcosa qui.» Con molta cura tolse un piccolo foglio. Sul foglio c’erano quattro parole: «Non mostrarla». La frase sembrava una minaccia. Leo lesse il messaggio ad alta voce. Il professor Neri rimase vicino alla porta e non disse nulla.
Marta osservò la scrittura. Alcune lettere ricordavano quelle del professor Neri. Il modo di scrivere la T era quasi uguale. «Forse lo ha scritto lui», disse Leo. «Ma non lo sappiamo», rispose Marta. «Non abbiamo una prova.» Guardò ancora la traccia d’acqua e il foglio. Adesso la storia sembrava più difficile.
Marta e Leo decisero di parlare con tutte le persone rimaste nella scuola dopo la fine delle lezioni. La fotografia era scomparsa durante la notte, ma la cornice non era stata danneggiata. Restavano la traccia umida e il messaggio minaccioso. I due amici sospettavano del professor Neri, ma non avevano ancora la prova. Così uscirono dalla classe per cercare i primi testimoni.
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