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Luca arrivò alla vecchia stazione nel pomeriggio. Il grande edificio era quasi vuoto. Luca guardò verso l’ufficio di suo padre Paolo. La porta era aperta, ma Paolo non c’era. Luca entrò e chiamò il padre. Nessuno rispose. Sulla scrivania c’erano alcune carte, una sedia e una tazza fredda.
Vicino alla finestra, Luca trovò un giornale. Un articolo parlava della stazione. Il comune voleva chiudere e vendere l’edificio alla fine di settembre. Luca sentì un nodo nello stomaco. Suo padre aveva trovato qualcosa di importante e poi era scomparso. Forse il giornale aveva una risposta.
Sotto il giornale c’era un piccolo foglio piegato. Luca lo aprì con attenzione. Il messaggio diceva: “Cerca dove la gente aspetta, ma non fidarti dell’uomo con il cappotto grigio.” Luca lesse le parole due volte. In quel momento, fuori dall’ufficio, si sentirono passi veloci. Marta entrò e chiuse piano la porta.
Poco dopo arrivò il signor Riva. Indossava un cappotto grigio e aveva un sorriso calmo. Disse che Paolo aveva lasciato la città di sua volontà. Luca non gli credette. Riva guardò il foglio sulla scrivania e chiese a Luca che cosa avesse trovato. Luca mise subito il messaggio in tasca.
Marta prese il foglio e guardò l’altro lato del foglio. Sul retro c’era un piccolo disegno. Rappresentava il caffè della stazione, con i tavoli e una grande finestra. Marta indicò il disegno senza parlare. Luca capì: “Dove la gente aspetta” poteva essere il caffè. Forse lì Paolo aveva nascosto la chiave di ottone.
Riva era ancora vicino alla porta, così Luca e Marta non persero tempo. Uscirono dall’ufficio con il messaggio di Paolo. Luca disse che dovevano cercare prima nel caffè della stazione, prima che Riva potesse fermarli. Marta annuì e lo seguì lungo il corridoio. La ricerca della chiave cominciò.
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