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Nel pomeriggio Elena e Marco arrivarono alla libreria di Lidia, in via del Ponte. Lidia li aspettava dietro il banco. Sembrava preoccupata. Nero entrò con Marco e guardò subito la porta dell’ufficio.
«Il mio quaderno blu è scomparso», disse Lidia. «Era nell’ufficio chiuso a chiave.» Il quaderno conteneva la lista dei donatori e le informazioni importanti per lo spettacolo di beneficenza della sera. Senza quel quaderno, Lidia non sapeva come preparare l’evento.
Elena entrò nell’ufficio e osservò la porta con attenzione. La porta non era danneggiata. La serratura sembrava normale. «Qualcuno non ha usato la forza», disse. Marco guardò invece il pavimento vicino all’ingresso.
«Qui c’è un piccolo segno di fango», disse Marco. Si chinò per vederlo meglio, ma non lo toccò. Nero annusò il pavimento e poi tornò vicino a lui. Elena osservò il segno e pensò che poteva essere una traccia importante.
Lidia cercò di ricordare l’ultima volta in cui aveva visto il quaderno. «Era qui dopo che un cliente dall’estero mi ha chiesto informazioni sullo spettacolo», spiegò. «Poi sono entrata nell’ufficio e il quaderno non c’era più.» Elena le fece alcune domande, mentre Marco guardava l’ingresso e gli scaffali.
«Troveremo il quaderno prima dell’inizio dello spettacolo», promise Elena. Marco annuì e accarezzò Nero. I due fratelli cominciarono a indagare in libreria e a pensare ai visitatori recenti. Il quaderno blu era ancora scomparso dall’ufficio chiuso a chiave, ma la ricerca era iniziata.
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